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Europa attenta alle lingue locali

«Il Pd pensa che le nostre proposte per le lingue locali siano provocazioni elettorali? Non ha capito l'importanza delle lingue e delle culture locali. Ma soprattutto non ha capito che è l'Europa ad andare in questa direzione, per evitare che le nostre culture vengano cancellate dalla globalizzazione, che può ridurci a semplici unità produttive». Commenta così il senatore friulano Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord nelle commissioni Cultura e Politiche comunitarie del Senato, il disappunto del Pd all'annuncio del testo incardinato in commissione Cultura della Camera per portare le lingue locali a scuola. «Anche al Senato - aggiunge il senatore Pittoni - la settimana scorsa abbiamo presentato un disegno di legge che prevede "Disposizioni per l'insegnamento nella scuola dell'obbligo delle lingue e dialetti delle comunità territoriali e regionali", con la firma di tutti i senatori del Carroccio a partire dal presidente del gruppo Federico Bricolo. Un'azione in linea con l'impegno dell'Unione europea che si esplica nella promozione del multilinguismo (conoscenza di almeno altre due lingue oltre alla propria) e della diversità linguistica, sulla base dell'articolo 22 della Carta europea dei diritti fondamentali, secondo cui "l'Unione rispetta la diversità culturale, religiosa e linguistica". Sul tema, nel luglio 2003, la Commissione europea ha pubblicato un Piano d'azione per l'apprendimento delle lingue e la diversità linguistica 2004-2006. In questa comunicazione si propone la promozione della diversità linguistica delle lingue europee "minori" al pari delle "principali". Gli Stati membri sono inoltre invitati a fornire informazioni adeguate ai genitori sulla scelta della prima lingua straniera dei loro figli e sul margine lasciato dai programmi scolastici per l'insegnamento di una gamma di lingue più vasta. Attualmente - conclude Pittoni - la Commissione europea sostiene due importanti organizzazioni che promuovono le lingue regionali o minoritarie e forniscono informazioni in materia. Si tratta dell'Ufficio europeo per le lingue meno diffuse (Eblul) e della rete Mercator».



(28/05/2009)

 

 

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