La storica difesa della Lega

Articoli tratti da laPadania

 

 

Malpensa, prima vittoria leghista: Air France frena
laPadania 15 febbraio 2008
La svolta è arrivata. Non si può forse ancora cantare vittoria ma un primo risultato la pressione della Lega Nord lo ha ottenuto: Air France - Klm «continua a lavorare e va avanti» sul dossier Alitalia ma il gruppo franco-olandese «non andrà contro il parere del Governo italiano o dei sindacati che devono approvare l’operazione».  Ad affermarlo, nel corso di una conference call con gli analisti, è il direttore esecutivo di Air France - Klm, Pierre-Henri Gourgeon, rispondendo a una domanda sulle possibili conseguenze sull’operazione dell’evoluzione del quadro politico italiano.
Per questo la manifestazione di domenica a Malpensa (alle ore 11.00,  presso il Terminal 1, Parcheggio 3) organizzata dal Carroccio acquista maggiore importanza. Da una parte si potrà esultare per il primo risultato già portato a casa, dall’altra viene dimostrato come le mobilitazioni popolari servono, eccome. Altrettanto importante sarà mantenere il fiato sul collo di Air France e del Governo Prodi  per evitare colpi di mano.
«Noi seguiamo il più possibile l'evoluzione del quadro politico in Italia. Abbiamo sempre detto che avremmo stretto l'accordo con Alitalia solo a patto che fossero presenti un certo numero di condizioni. Tra queste noi diamo un peso importante alla posizione dei sindacati e, ovviamente, del Governo», ha spiegato Gourgeon. «Se il Governo cambia, noi ci aspettiamo di avere il suo sostegno. Se così non fosse, probabilmente per noi sarebbe difficile andare avanti. Siamo in un settore in cui nulla di ostile può avere un successo ragionevole, perchè è necessario avere buoni rapporti con il Governo» su molti aspetti del business. «Il nuovo Governo dovrà dire se è d’accordo o meno con l’intesa. Noi non andremo avanti senza o contro la posizione del Governo. Quindi aspetteremo di vedere la posizione del Governo, se è favorevole a un accordo con Air France-Klm andremo avanti, altrimenti certamente ci fermeremo», ha sottolineato infine il numero due di Air France-Klm. «La battaglia ed il pressing della Lega Nord hanno portato ad un grande risultato, quello di impedire la svendita di Malpensa e della Padania sull’altare di Roma», ha spiegato il coordinatore delle segreterie nazionali del Carroccio, Roberto Calderoli.

  Il piano di salvataggio della Lega Nord per Malpensa
La Padania 14 febbraio 2008
L’aveva già fatto capire nei giorni scorsi: bisogna arrivare davanti agli elettori con delle proposte sottoscritte dagli alleati. Detto e fatto. Roberto Maroni oggi si incontrerà con Giulio Tremonti e An in quella che sarà una vera e propria “Officina del lavoro” per mettere nero su bianco alcune delle proposte chiave in vista di un eventuale Governo di centrodestra. E al primo posto ci sarà Malpensa.  Nelle prossime ore l’ex ministro del Welfare chiederà agli alleati di appoggiare la proposta per salvare lo scalo del Varesotto a rischio collasso con il piano Air France. Nelle intenzioni dell’“Officina” la proposta sarà poi la prima a finire sul tavolo del Consiglio dei Ministri del nuovo Esecutivo. Un segnale forte, quello della Lega e degli alleati, che da un lato mostra ancora una volta la netta volontà di difendere Malpensa e dall’altra evidenzia l’ennesimo strappo del Governo dimissionario nei confronti del Nord.
Ma non è tutto. C’è un’altra partita aperta. Questa volta da giocare dentro i palazzi romani.
La Lega ha chiesto di introdurre nel Milleproroghe gli ammortizzatori sociali anche per i lavoratori che gravano attorno a Malpensa. Secondo uno studio dell’Università Carlo Cattaneo di Castellanza e ribaditi dalla Bocconi, da qui al 2015 sono a rischio oltre 7.500 posti di lavoro.
L’emendamento leghista è già stato depositato così come quello sulla moratoria di tre anni per lo scalo lombardo. Una moratoria che significa imporre al potenziale acquirente (Air France) il mantenimento degli stessi volumi di traffico per un periodo massimo di tre anni. Un trattamento che la compagnia francese riservò agli olandesi di Klm.
Storia ben diversa a casa nostra dove i vertici della Magliana e il Governo non hanno messo sul piatto nulla se non la tutela di Fiumicino. E ad Air France si è presentata un’occasione ghiotta: affossare un hub scomodo per Parigi come quello lombardo.
La Lega dunque alza il tiro su Malpensa in vista della manifestazione di domenica al terminal 1 (parcheggio 3). Ma le difficoltà stanno più in basso.  Sul decreto legge Milleproroghe continua l’esplorazione preliminare bipartisan. A Montecitorio i presidenti delle commissioni Affari Costituzionali, Violante, e Bilancio,  Duilio, stanno continuando a raccogliere le richieste di emendamenti di tutti i gruppi parlamentari.
L’obiettivo è quello di arrivare in aula la settimana prossima con un programma condiviso che permetta di licenziare il provvedimento rapidamente. Anche perché la sua conversione definitiva da parte del Senato deve avvenire entro la fine del mese di febbraio.
La Lega ha fatto il suo dovere ma difficilmente i palazzi romani daranno un consenso unanime alle proposte del Carroccio. A Roma, sponda Fiumicino, Malpensa non è mai piaciuta.
  Stati generali su Malpensa a Varese, 16 gennaio 2008
La Padania 17 gennaio 2008
La battaglia per salvare Malpensa riparte da Varese. Dopo l’ennesimo schiaffo romano, condensato nei “niet” opposti dal ministro Padoa Schioppa alla proposta di una moratoria di tre anni sui voli e alla richiesta di porre dei vincoli di interesse nazionale nella trattativa di vendita tra Alitalia ed AirFrance, il presidente della Provincia, Marco Reguzzoni, convoca gli Stati Generali chiamando a raccolta tutti i 141 sindaci del Varesotto, i rappresentanti di ogni categoria produttiva e la società civile. E la risposta, a giudicare dalla straordinaria densità dell’aula magna dell’Università dell’Insubria, è corale: l’aeroporto è un bene conquistato a fatica, indispensabile e che i territori di riferimento (Varesotto, Milanese, Comasco ma anche Piemonte Orientale e Canton Ticino) sono ben determinati a difendere.
Il problema, ovviamente, è come fare, vista l’insensibilità di Palazzo Chigi e i programmi predatori dei manager Prato e Spinetta. L’obiettivo è triplice: conservare nel lungo termine la qualifica di hub, non perdere le infrastrutture programmate per sostenere lo sviluppo dell’aeroporto e contenere una ferita occupazionale che ha già cominciato a sanguinare. La più importante impresa di catering dello scalo, Lsg-SkyChef, infatti, ha appena annunciato una prima tranche di 200 esuberi su un organico complessivo di circa 700 unità. Ma il peggio, dicono le previsioni, arriverà tra la primavera e l’estate.
La presidente del Consiglio provinciale, Anna Maria Martelossi, ha introdotto i lavori bollando come «ingiustificati» gli aumenti dei pedaggi dell’A8 e chiedendo la conferma del programma infrastrutturale legato all’aeroporto. La parola è quindi passata al padrone di casa. Reguzzoni paventa lo scenario di «una crisi economica senza precedenti» e riassume così il senso dell’incontro romano con Prodi e Padoa Schioppa: «Non capiscono l’importanza di Malpensa, non capiscono l’effetto che l’hub può avere in prospettiva sull’economia. Lo scalo è una porta irrinunciabile per tutta la Padania ma lo trattano come fosse una fabbrica di noccioline. Dal 1° aprile, quando taglieranno 793 voli - ha detto Reguzzoni  - il Nord non avrà più un hub e a Roma non si chiedono quale sarà l’effetto sulla competitività delle nostre imprese. Per questo abbiamo chiesto del tempo. Citando Cattaneo ripeto che noi, al Nord, “non abbiamo paura del mercato” perché il mercato è qui. Chiedere che vi siano delle condizioni di mercato, in piena trasparenza, è nostro diritto». A richiedere il rispetto di questo diritto, precisa Reguzzoni, sono «le decine di migliaia di persone che rischiano il posto di lavoro. Sarà difficilissimo, ma sono convinto che alla fine Malpensa ce la farà. Ma dovremo restare sempre uniti». A questo scopo, il giovane amministratore del Carroccio propone «la costituzione di un comitato ristretto al di sopra delle parti politiche che decida le iniziative da intraprendere».
Anche Attitlio Fontana parla di «diritti del Nord» e chiede la convocazione, a Malpensa, degli Stati Generali della Regione Lombardia e, poi, di tutta la Padania. «Malpensa - spiega il sindaco di Varese riferendosi allo scandalo dei rifiuti napoletani e all’oltraggio al Papa dei professori della Sapienza - è l’emblema di uno Stato in disfacimento. E il nostro problema più grande è proprio che non abbiamo un interlocutore autorevole nel Governo. Per questo - aggiunge Fontana - dobbiamo trovare la soluzione nelle nostre istituzioni per poi pretendere, non dico chiedere, delle compensazioni da Roma. Quali? Ammortizzatori sociali anche per l’indotto (catering, tassisti...) passando, nel caso, anche da leggi eccezionali; la moratoria dei voli; e la realizzazione completa delle strade e delle tratte ferroviarie previste».
Stesse preoccupazioni e rabbia di Fontana sono condivise dai sindaci azzurri di Gallarate, Nicola Mucci, e di Busto Arsizio, Gigi Farioli. «Le nostre aziende - ricordano - sono quelle più legate allo sviluppo dell’hub». Il presidente della Camera di Commercio, Bruno Amoroso, ricorda i numeri dell’economia varesina: «Oltre 63mila imprese si attendono lo sviluppo, non il semplice salvataggio di uno scalo che è un autentico crocevia del business di una provincia capace di produrre un fatturato di 21 miliardi di euro con 8 miliardi di export».
Amoroso ricorda inoltre il ruolo attrattivo svolto fin qui dall’hub e si chiede: «Le multinazionali investiranno ancora da noi?». Per questo, conclude il presidente della Camera di Commercio, «è indispensabile l’immediata disponibilità degli slot e l’estensione degli accordi “Open Skies” anche al Far East».
Mario Aspesi, capogruppo dell’opposizione a Villa Recalcati, afferma di parlare a nome di tutta l’Unione. Prima premette che «Malpensa risponde a una domanda di mobilità che oggi cresce ogni anno del 6% e che crescerà sempre di più», poi punta il dito sugli amministratori lombardi, che «non hanno mai distinto strategicamente tra i due scali milanesi». Quindi chiede al Governo di trattare allo stesso modo tutti i disoccupati: quelli di Alitalia, quelli di Sea e gli interinali.
Più deciso l’intervento di Marco Borradori, venuto a Varese in rappresentanza del Governo del Canton Ticino: «Il nostro Cantone - dice il ministro delle Infrastrutture ticinese - segue con grande preoccupazione la vicenda dell’aeroporto. Abbiamo investito 72 milioni di franchi per creare un collegamento stradale e ferroviario allo scalo che per noi è e resta strategico».

 

 

Se vogliamo le riforme dobbiamo farcele, perché nessuno le farebbe al nostro posto.
Numerose saranno le riforme della Costituzione che io intendo far partire dalla devoluzione.
Non è difficile sognare. È difficile, invece, sognare confrontandosi con la realtà per cambiarla.

 

Umberto Bossi